Buongiorno a tutti! Sono tornata! 🤗 Pensavate che fossi scappata? …Sì, in effetti mi sarebbe piaciuto! 🤪
Allora, per questa prima recensione ho in serbo una novità… Cioè, più che una novità è un esperimento. Poi se vi piace continuo così anche nelle altre. 🤞💪
Pronti? Si parte!
Provate a pensare al colore rosa: cosa vi fa venire in mente? È un colore che di solito associamo alle donne, alla femminilità e in un certo senso anche alla forza che serve per essere donne. Perché essere donne, a volte, non è molto semplice…
Adesso su questo sfondo rosa mettete delle gocce di rosso, un rosso vivo che fa pensare all’amore, al coraggio, al sangue di chi si batte per i propri diritti.
Ecco, questo dipinto mentale è una panoramica degli argomenti di “Il rosmarino non capisce l’inverno” di Matteo Bussola.
Un libro tutto al femminile, formato da tanti racconti a finale aperto, che all’inizio sembrano scollegati, ma poi si riveleranno parte di un intreccio più grande. Infatti il mio consiglio è di segnarvi i nomi che compaiono nei primi capitoli, perché verso la fine questo schema si rivelerà molto utile. 😜
Un inno all’essere sempre sé stesse e alla forza delle donne, al desiderio di emancipazione e indipendenza, all’amore in ogni sua forma: argomenti delicati, che però vengono affrontati in modo leggero e mai banale.
Il linguaggio è molto scorrevole, a volte anche gergale, adatto alle diverse età e provenienze sociali delle protagoniste.
Se devo trovare un difetto, avrei voluto che questi racconti fossero tutti in prima persona, invece che alcuni in prima e altri in terza, ma per il resto è un libro che merita assolutamente di essere letto e che può insegnarci molto.
TRAMA: Margherita, Aurora, Angela, Mira, Giuseppina, Aika: sono solo alcune delle donne protagoniste di questo libro. Donne comuni, di età diverse, con vite assolutamente normali, che devono lottare per conquistare la propria libertà, cadendo e rialzandosi, come il rosmarino quando sfida il gelo dell’inverno che tenta di abbatterlo, e rinasce in primavera nonostante le cicatrici.
Una lotta che è anche e soprattutto contro sé stesse, per imparare ad ascoltare la propria voce e non quella degli altri. Contro gli stereotipi imposti dalla società, contro le apparenze perfette che nascondono tanta fragilità, contro il desiderio di sicurezza che però le costringe a reprimere i propri sentimenti.
Vi piace questa nuova impostazione? E l’idea dell’associazione colori-libri vi piace? Se sì, qualche volta potrei provare ad associare anche delle canzoni 🤔… Non so, aspetto il vostro parere! 😉
Buona lettura, buon anno scolastico e alla prossima! 🤗👋
Alisea Z.
Voce parlante Maria Vittoria Grassi